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Buone prassi per il self-publishing

Nei giorni precedenti la partecipazione con No Brand Art a Più libri, più liberi, la fiera della piccola e media editoria di Roma, mi sono interrogata su quale sia in questo momento il problema principale di chi si autopubblica. Durante la conferenza del 7 dicembre sono partita da due considerazioni basate su dati numerici (fonte dei dati: Prospettiva self publishing, AIE 2013). Abbondanza di titoli autopubblicati Smashwords, la principale piattaforma globale di self-publishing, ha pubblicato 140 ebook nel 2008, 6.000 nel 2009, 28.800 nel 2010, 92.000 nel 2011, 191.000 nel 2012 e ben 220.000 nel primo quadrimestre 2013. A fine 2012, Bowker, l’agenzia che gestisce gli ISBN, contava 235.000 titoli autopubblicati, di cui 87.000 in formato digitale. Sul fronte del print on demand di Amazon, CreateSpace offre oltre 58.000 titoli autopubblicati. In Italia, i principali siti di print on demand rendono disponibili circa 36.000 titoli a stampa, con un andamento del +29% sul 2012. Si stima che i titoli in ebook siano almeno 3.500. Lettori qualificati Dalle ricerche emerge che i lettori forti sono i più inclini a comprare libri selfpublished. Il 61% degli acquirenti dichiara infatti di leggere ogni giorno. Il segmento omogeneo principale, pari al 36% dei lettori, è donna con oltre 45 anni. La grande quantità di titoli disponibili pone ai lettori, perlopiù forti, che li acquistano una domanda:  “Come distinguere i libri di qualità in questo mare magnum?”. Faccio riferimento a una qualità oggettiva, indipendente dal formato (cartaceo o digitale) e dai gusti personali (una preferenza per il romance piuttosto che per il genere fantasy). Quali ne sono i criteri? Un libro ben fatto è un libro ben scritto, indubbiamente, ma anche bene editato (e quindi senza incongruenze, ripetizioni, errori, refusi), ben tradotto, bene impaginato, con una copertina professionale, che sia facile da reperire e da scaricare e sostenuto da una buona promozione perché possa essere non solo acquistato ma letto e diffuso attraverso le recensioni e il passaparola. Produrre un libro di qualità è un vantaggio per il lettore, ma anche per l’autore il cui nome diventa, in assenza della certificazione di una casa editrice, un marchio di qualità. È un vantaggio anche per la categoria tutta dei selfpublisher, che acquista credibilità. Viceversa un libro mal fatto è controproducente sia per l’autore sia per tutti gli altri scrittori autoprodotti. Indicazioni per un libro di qualità La maggior parte degli autori che si autopubblicano si avventura in territori sconosciuti, fa altro per mestiere, non ha esperienza editoriale specifica. Il tempo dedicato ad apprendere le professionalità necessarie è fondamentalmente sottratto alla scrittura e i risultati spesso sono men che perfetti. Pubblicare un libro ben fatto utilizzando i servizi di professionisti quali editor, copyeditor, traduttori e grafici, comporta indubbiamente dei costi, che non saranno probabilmente ammortizzati dal primo titolo prodotto ma che aiuteranno, per un meccanismo di “accumulo della credibilità”, a vendere i titoli successivi. Come aiutare allora il selfpublisher nella sua attività? È una domanda che mi sono posta e che ci stiamo ponendo nel gruppo No Brand Art. La mia proposta è quella di creare una lista di buone prassi derivate dall’esperienza degli scrittori che hanno già compiuto una parte di questo percorso attraverso cicli di prova ed errore e dall’applicazione al selfpublishing dei processi che l’industria editoriale ha consolidato in secoli di lavoro. Penso a una lista, un protocollo di pratiche che vanno, per esempio, dall’adozione di norme editoriali, all’impostazione corretta del paratesto e dei metadati, dalla scelta di un editor, di un traduttore o di un grafico ai contratti con gli stampatori on demand. Si potrebbero tentare anche best practice di autopromozione, benché si situino su un terreno più mutevole. L’esperienza di tutti è preziosa e ogni suggerimento è bene...

Gli elementi fondamentali di un libro. *Rullo di tamburi* Il paratesto

Ci sono elementi che non possono proprio mancare nella composizione di un libro, cartaceo o elettronico. E quando dico che non possono mancare lo intendo categoricamente. Non – possono – mancare. Non si tratta di sfizi da maniaci dell’impaginazione, ma di parti sostanziali che servono al lettore per identificare e, prima ancora, trovare il nostro libro. E noi vogliamo essere trovati, scelti, letti e recensiti, altrimenti perché pubblichiamo? Copertina Partiamo dall’ovvio, il libro deve avere una copertina accattivante ed evocativa del genere in cui ci cimentiamo e del contenuto specifico del nostro libro. Deve urlare: “Comprami, sono il libro che stai cercando. Prendimi e non te ne pentirai”. Sulla grafica tornerò in un prossimo post, ora mi preme parlare degli elementi che la copertina deve riportare: il titolo e l’autore del libro, in un font (tipo di carattere) e con delle dimensioni (corpo del testo) tali da essere leggibili anche nei formati ridotti con cui i distributori online la presentano. Amazon, per esempio, riduce la copertina a 258 pixel di altezza nella pagina di presentazione del libro, a 200 pixel nei risultati di ricerca e a 100 miseri pixel nella sezione “I clienti che hanno visto questo articolo hanno visto anche”. Ecco gli esempi a grandezza reale:                   Quindi è essenziale provare a ridurre la nostra copertina a queste dimensioni per verificare che le sue componenti essenziali restino distinguibili e correggerla di conseguenza. Frontespizio Si trova all’interno del libro, in pagina destra (nella prima pagina di un ebook) e riporta nuovamente titolo e autore. Resta essenziale anche per i libri digitali perché molti e-reader aprono il libro su questa pagina anziché su quella della copertina. Colophon La pagina successiva (sinistra nei libri cartacei) contiene: l’indicazione del copyright (per esempio: ©2013 Serena Zonca) ed eventuali frasi rafforzative (come “In base alle leggi sull’editoria, ogni riproduzione di quest’opera anche parziale e con qualsiasi mezzo realizzata è illegale e vietata”) il titolo originale, la data dell’edizione originale e il nome del traduttore in caso di traduzione eventuale autore del progetto grafico e della copertina eventuale ragione sociale e indirizzo dello stampatore (informazione obbligatoria per i libri cartacei) eventuale ISBN eventuale numero dell’edizione per i libri distribuiti da Smashwords, la dicitura obbligatoria “Smashwords edition” eventuali contatti dell’autore o dell’editore (indirizzo, numero di telefono, sito web o blog, pagina/profilo Facebook, Twitter, LinkedIn). Indice Può trovarsi dopo il colophon o in fondo al libro (sempre in pagina destra nei volumi cartacei). Negli ebook l’indice può essere sostituito da una TOC (Table of Contents) generata in automatico e consultabile tramite apposito comando del lettore digitale, ma può essere anche inserito nel corpo del libro per una più immediata consultazione. Bio/bibliografia dell’autore e recensioni La biografia dell’autore, le recensioni positive e gli altri libri pubblicati sono elementi facoltativi che arricchiscono e completano l’esperienza di lettura. Attenzione che alcuni distributori online proibiscono i link a opere presenti su altri siti, quindi – purtroppo – è meglio evitarli. Metadati Sono fondamentali per la ricerca degli ebook e devono essere assolutamente compilati. I principali sono titolo, autore e lingua dell’opera, a cui si possono aggiungere i nomi dei curatori, editor, traduttori, autori di introduzione o prefazione, designer ecc. I metadati si possono inserire nel codice del libro e/o in fase di caricamento sul sito del distributore. Più informazioni si forniscono, più possibilità si danno al lettore di trovare il libro anche tramite chi ha collaborato a realizzarlo. Per esempio,  cercando a mio nome su Amazon si trovano alcuni libri, ma solo del primo sono l’autrice. Degli altri ho curato editing, traduzione e grafica. Tag e categorie Indispensabili nella distribuzione online. Facilitano la ricerca del libro, inserendolo in un contesto di opere simili per tipologia e argomento e servono a formare le classifiche. Si possono modificare in qualsiasi momento, quindi vale la pena di sperimentare. Blurb Nei libri cartacei è il testo della quarta di copertina. Raccogliete un libro, giratelo, leggete le prime righe della quarta e decidete se sfogliarlo e comprarlo o rimetterlo giù. È quello che fanno regolarmente i lettori. Anche su Amazon e sugli altri siti il blurb rappresenta la descrizione del “prodotto” e deve contenere tutti gli elementi per pungolare la curiosità del lettore, convincerlo della qualità dell’opera, costringerlo (valutato il prezzo) ad acquistarla e a leggerla. Si compila in fase di caricamento del file e può essere modificato successivamente. Ne parlerò in un post specifico, ma se state progettando di pubblicare iniziate subito a identificare il vostro pubblico e a immaginare cosa possa spingerlo a leggere il vostro libro, così sarete pronti a stendere un blurb irresistibile. Per un glossario dei termini tradizionalmente usati in editoria, consiglio Il paratesto, a cura di Cristina Demaria e Riccardo...