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Stelle a una stella

Cosa penserebbero il povero Svevo leggendo che la sua prosa è “pesissima” e Melville che il suo capolavoro è “logorroico”? Andrebbero probabilmente in crisi come qualunque scrittore alle prese con una recensione negativa. Cosa fare quando capita? Se il giudizio è del tipo: “Libro pieno di refusi e male impaginato, scrittura sgrammaticata, trama inconsistente e personaggi stereotipati” consiglio di attivare la modalità “autocritica” e verificare che il recensore non abbia almeno un po’ di ragione. Spesso però si tratta semplicemente di lettori non in sintonia con il genere, lo stile o l’argomento trattato. Persone che hanno acquistato il libro immaginandolo diverso da quello che è. Conosco quella sensazione di attacco personale e riconosco anche la tentazione di dare la colpa ai fake, scrittori presumibilmente invidiosi del nostro grande successo. Ma è meglio resistere all’impulso di rispondere o di scatenare una caccia alle streghe. Non porta alcun vantaggio. Guardiamo invece all’esperienza in prospettiva. Puoi essere la pesca più bella e succosa del cesto, ma troverai sempre qualcuno allergico alle pesche. Volete la prova? Ecco alcune recensioni ai grandi classici, tutte vere e trascritte pari pari. Mettetevi comodi. 3 su 5 stelle Bello ma impegnativo Questa recensione è su: Il conte di Montecristo Libro davvero molto bello, ma non esattamente una lettura estiva. Dumas è grandioso, ma anche molto molto impegnativo… Quindi se cercate qualcosa di leggero da leggere prima di dormire, questo libro non fa al caso vostro… 3 su 5 stelle Bello ma non aspettatevi Montecristo Questa recensione è su: I tre moschettieri Un grande classico che ha ispirato tanti film, canzoni, cartoni animati. Alcune parti sono più appassionanti e divertenti, altre hanno ritmo lento e la trama si perde un po’. Se volete divertirvi con Dumas meglio il Conte di Montecristo. Refusi accettabili. 3 su 5 stelle Moby Dick Questa recensione è su: Moby Dick commento iniziale eccessivo e soprattutto magniloquente. Testo in alcune parti logorroico e non pertinente all’azione. Conclusione infantilmente drammatica. complessivamente: si può leggere (con calma!) 2 su 5 stelle No Kafka per me… Questa recensione è su: La metamorfosi e tutti i racconti non mi è proprio piaciuta questa raccolta, Kafka non mi piace, non posso farci niente… L’allegoria vuota non è una figura che mi soddisfa… 2 su 5 stelle Non è per tutti Questa recensione è su: Decameron Se hai letto la divina commedia, se ami la lingua italiana originaria, questo testo fa per te. Altrimenti diventa molto noioso. 1 su 5 stelle Quasi illeggibile Questa recensione è su: Cent’anni di solitudine A me pare un libro sostanzialmente vuoto e per nulla comico come dicono molti, sembra una cosa scritta per bambini ma venuta male. 2 su 5 stelle Mah Questa recensione è su: La coscienza di Zeno Boh, io non l’ho capito molto… ho tentato + volte di iniziarlo al liceo ma senza successo. Finalmente lo leggo a distanza di anni. Ma non mi ha preso, e pertanto leggendolo a pezzi ha assunto soprattutto i tratti della storiella… 2 su 5 stelle Classico della letteratura francese Questa recensione è su: Bel-Ami Libro adatto a chi a scuola per il triennio studia la letteratura francese a mio parere non è piaciuto, ci sono romanzi migliori 1 su 5 stelle Una storia da evitare Questa recensione è su: Lolita Questo è un romanzo che ha fatto molto parlare di sé, oserei dire una pietra miliare nella letteratura erotica. Io l’ho acquistato dopo aver letto la trilogia di Cinquanta Sfumature. La letteratura erotica mi era praticamente sconosciuta come genere letterario, pertanto ho deciso di leggere questo romanzo considerato un imperdibile del genere. Io sinceramente ne sono rimasta disgustata e scandalizzata! E’ nulla di più che una storia di pedofilia. Potrò sembrare drastica, ma a mio avviso andava proprio censurato. Sono arrivata alla fine solo ed esclusivamente per vedere sin dove si spingesse l’autore. IL romanzo è la storia di un uomo maturo che si invaghisce di una ragazzina e grazie al destino e alla sua intraprendenza ne diventa il tutore. La storia si snoda in giro per gli Stati Uniti dove l’uomo conduce la piccola per non lasciar tracce di sé. IO ne sconsiglio vivamente la lettura che trovo morbosa e malata. Il peggior libro mai letto per i contenuti, se pur scritto molto bene. Conclusione: Un testo da evitare 2 su 5 stelle Deludente Questa recensione è su: Il grande Gatsby Mi avevano detto che la storia era molto bella. Non mi ha entusiasmato affatto! L’ho finito perché non mi piace lasciare i libri a metà. 1 su 5 stelle Pessimo Questa recensione è su: I Promessi sposi Proprio non mi va giù. Classica lettura obbligata al liceo, trovo lo stile indigesto, la storia decadente e i personaggi insopportabili. 2 su 5 stelle così si scrive in Italiano Questa recensione è su: Il fu Mattia Pascal così si scrive in Italiano. non ci sono dubbi, ma sono viziato dalla romanzistica moderna da storie affascinanti da ritmi incalzanti. insomma non mi è piaciuto, resto ammirato solamente dalla scrittura in senso tecnico 1 su 5 stelle Sconsigliato Questa recensione è su: Sulla strada Dire che è ripetitivo e noioso è quasi un complimento. Considerate le aspettative che un lettore potrebbe avere da questo libro (preso atto che è nei migliori 100 romanzi del secolo XX) se ne rimane molto molto delusi. Lo colloco tra i peggiori libri letti (sicuramente nella flop ten) e ad un amico ne sconsiglierei vivamente la lettura. 2 su 5 stelle Ottocentesco Questa recensione è su: Madame Bovary Ormai la storia della moglie fedifraga raccontata...

Buone prassi per il self-publishing

Nei giorni precedenti la partecipazione con No Brand Art a Più libri, più liberi, la fiera della piccola e media editoria di Roma, mi sono interrogata su quale sia in questo momento il problema principale di chi si autopubblica. Durante la conferenza del 7 dicembre sono partita da due considerazioni basate su dati numerici (fonte dei dati: Prospettiva self publishing, AIE 2013). Abbondanza di titoli autopubblicati Smashwords, la principale piattaforma globale di self-publishing, ha pubblicato 140 ebook nel 2008, 6.000 nel 2009, 28.800 nel 2010, 92.000 nel 2011, 191.000 nel 2012 e ben 220.000 nel primo quadrimestre 2013. A fine 2012, Bowker, l’agenzia che gestisce gli ISBN, contava 235.000 titoli autopubblicati, di cui 87.000 in formato digitale. Sul fronte del print on demand di Amazon, CreateSpace offre oltre 58.000 titoli autopubblicati. In Italia, i principali siti di print on demand rendono disponibili circa 36.000 titoli a stampa, con un andamento del +29% sul 2012. Si stima che i titoli in ebook siano almeno 3.500. Lettori qualificati Dalle ricerche emerge che i lettori forti sono i più inclini a comprare libri selfpublished. Il 61% degli acquirenti dichiara infatti di leggere ogni giorno. Il segmento omogeneo principale, pari al 36% dei lettori, è donna con oltre 45 anni. La grande quantità di titoli disponibili pone ai lettori, perlopiù forti, che li acquistano una domanda:  “Come distinguere i libri di qualità in questo mare magnum?”. Faccio riferimento a una qualità oggettiva, indipendente dal formato (cartaceo o digitale) e dai gusti personali (una preferenza per il romance piuttosto che per il genere fantasy). Quali ne sono i criteri? Un libro ben fatto è un libro ben scritto, indubbiamente, ma anche bene editato (e quindi senza incongruenze, ripetizioni, errori, refusi), ben tradotto, bene impaginato, con una copertina professionale, che sia facile da reperire e da scaricare e sostenuto da una buona promozione perché possa essere non solo acquistato ma letto e diffuso attraverso le recensioni e il passaparola. Produrre un libro di qualità è un vantaggio per il lettore, ma anche per l’autore il cui nome diventa, in assenza della certificazione di una casa editrice, un marchio di qualità. È un vantaggio anche per la categoria tutta dei selfpublisher, che acquista credibilità. Viceversa un libro mal fatto è controproducente sia per l’autore sia per tutti gli altri scrittori autoprodotti. Indicazioni per un libro di qualità La maggior parte degli autori che si autopubblicano si avventura in territori sconosciuti, fa altro per mestiere, non ha esperienza editoriale specifica. Il tempo dedicato ad apprendere le professionalità necessarie è fondamentalmente sottratto alla scrittura e i risultati spesso sono men che perfetti. Pubblicare un libro ben fatto utilizzando i servizi di professionisti quali editor, copyeditor, traduttori e grafici, comporta indubbiamente dei costi, che non saranno probabilmente ammortizzati dal primo titolo prodotto ma che aiuteranno, per un meccanismo di “accumulo della credibilità”, a vendere i titoli successivi. Come aiutare allora il selfpublisher nella sua attività? È una domanda che mi sono posta e che ci stiamo ponendo nel gruppo No Brand Art. La mia proposta è quella di creare una lista di buone prassi derivate dall’esperienza degli scrittori che hanno già compiuto una parte di questo percorso attraverso cicli di prova ed errore e dall’applicazione al selfpublishing dei processi che l’industria editoriale ha consolidato in secoli di lavoro. Penso a una lista, un protocollo di pratiche che vanno, per esempio, dall’adozione di norme editoriali, all’impostazione corretta del paratesto e dei metadati, dalla scelta di un editor, di un traduttore o di un grafico ai contratti con gli stampatori on demand. Si potrebbero tentare anche best practice di autopromozione, benché si situino su un terreno più mutevole. L’esperienza di tutti è preziosa e ogni suggerimento è bene...